La Porta di Vertine

 

2012 La Porta di Vertine Chianti Classico DOCG

La vendemmia 2012 è stata una delle più particolari degli ultimi anni. L’evento senza precedenti sono stati i tre mesi di caldo con temperature eccezionali e la quasi totale assenza di piogge nello stesso periodo. Verrebbe immediato il confronto con il 2003, l’annata più torrida del decennio 2000, ma nel 2012 l’effetto del caldo sulle viti è stato in qualche modo differente. Nel 2003 l’improvviso intenso caldo del mese di agosto ha come preso le viti di sorpresa, con l’effetto di seccare diverse foglie partendo da quelle basali. Questo ha interferito con la regolare maturazione delle uve a causa della perdita di resa fotosintetica. Nonostante il caldo prolungato, iniziato già a Giugno, nel 2012 le foglie hanno sofferto di meno, perché le viti hanno avuto il tempo di acclimatarsi a questa situazione estrema. Sicuramente c’è stato un rallentamento dell’ attività fotosintetica che si blocca comunque sopra una certa temperatura, però il fatto di aver mantenuto la parete fogliare, ha permesso una ripresa vegetativa quando la stagione è cambiata dopo la grande pioggia del 31 di Agosto. Questa situazione molto peculiare si è paradossalmente risolta in un annata che ha dato vini di grande freschezza e modesto grado alcolico. Un annata che si potrebbe quasi dire classica, anche se di classico non c’è stato nulla durante tutta la stagione vegetativa della pianta.

 

I grappoli sono stati vendemmiati manualmente e trasportati in cantina in piccole cassette. L’uva è stata diraspata ma non pigiata, e gli acini ammostati sono stati fermentati ad opera dei lieviti naturalmente presenti sulle bucce e in cantina, in vasche di cemento senza controllo della temperatura. Gestiamo tutti i diversi appezzamenti di vigna con la stessa cura e nello stesso modo. Durante la vendemmia selezioniamo i grappoli migliori dalle migliori zone ma in generale vinifichiamo separatamente ogni particella e ogni varietà, con l’eccezione del Canaiolo e del Colorino di Colle ai Lecci, la cui quantità è troppo esigua e si preferisce quindi fermentarla in una massa più grande nelle prime vasche di Sangiovese.

 

Quando la fermentazione alcolica è finita il vino rimane nelle vasche di cemento in contatto con le bucce per un periodo complessivo di un mese, mentre le vasche con i grappoli selezionati per la Riserva rimangono per un tempo più prolungato di 8 settimane. Alla fine della lavorazione le vasche vengono svinate e le bucce pressate per estrarre il vino ancora contenuto in esse. Il vino nuovo, ancora carico di fecce viene subito messo nelle botti di rovere con capienza compresa tra i 5 e i 33 ettolitri dove riposa senza essere travasato e quindi senza essere separato dalle sue fecce fino all’autunno successivo.

 

Alla fine del periodo di affinamento abbiamo assaggiato tutte le botti per fare i definitivi tagli di Chianti Classico e Chianti Classico Riserva. In questa annata abbiamo deciso di non imbottigliare una Riserva perché ci sembrava che mancasse un minimo di concentrazione per gli standard della nostra Riserva. Facendo un taglio unico ne ha giovato molto il chianti classico che ha acquistato in struttura e concentrazione.  Nel 2012 abbiamo prodotto 28.203 bottiglie di chianti classico

 

Varietà: Sangiovese, con una minima aggiunta di Canaiolo e Colorino

Alcool: 13% Vol.

SO2 totale – 31 mg/l

 

2011 La Porta di Vertine Chianti Classico DOCG

Fatto con uve di Sangiovese, Canaiolo e una piccola quantità di Colorino che sono state vendemmiate in piccole casse e poi portate in cantina presto la mattina. In vendemmia normalmente la mattina è più comune dovere aspettare qualche ora per assicurarsi che i grappoli si siano asciugati dalla rugiada per evitare diluizioni del mosto. Quest’anno al contrario per l’annata secca e la mancanza di nebbie i grappoli erano asciutti già dalle prime ore della mattina. Ciò ha permesso di portare l’uva in cantina quando le temperature erano ancora fresche. Questo per noi è molto importante perché non abbiamo scambiatori termici o vasche a temperatura controllata.
Dopo l’arrivo in cantina le uve sono diraspate ma non pigiate perché preferiamo cercare di mantenere le bucce degli acini il più intatte possibile. Questo perché usiamo affinare il vino nelle botti, in contatto con le fecce senza quindi essere travasato, per un periodo molto esteso di circa un anno. Quindi è importante che le fecce siano senza grossolani componenti vegetali, che potrebbero portare a uno stato di riduzione nel vino troppo spinto, che ci costringerebbe a travasarlo anzitempo.
Il vino fermenta in botti di cemento, non c’è aggiunta di solforosa al mosto e sono i lieviti indigeni dell’uva a convertire gli zuccheri in alcool. La fermentazione è partita subito ed è stata molto dinamica, forse per il fatto che i mosti fossero così ricchi di zucchero, ed è arrivata in poco tempo a temperature molto alte, con picchi di 36°C. Il rischio con temperature così alte è di perdere un po’ della componente aromatica primaria dell’uva. Essendo vini da lungo invecchiamento che comunque fanno un affinamento di almeno 24 mesi prima di essere commercializzati è un problema relativo perché i vini si arricchiscono poi degli aromi secondari e terziari. D’altra parte poi le alte temperature, facilitando l’estrazione , aumentano la struttura e il volume del vino. Alla fine le fermentazioni si sono rallentate molto e i lieviti hanno avuto bisogno di più di tre settimane per fermentare tutti gli zuccheri. Il vino è restato quattro settimane in contatto con le bucce fino a quando è stato travasato un grandi botti di rovere e tonneaux dove è restato 18 mesi prima di essere imbottigliato

 

2010 La Porta di Vertine Chianti Classico DOCG

Quest’anno ancora più che in passato la vendemmia ha richiesto degli sforzi particolari e una attenta cernita delle uve; questo come conseguenza delle condizioni climatiche estreme durante la fase vegetativa che si sono espresse in un una grande disomogeneità di maturazione. Per ovviare a questa situazione si è reso necessario passare più di una volta nelle vigne raccogliendo vite per vite, e non particella per particella, per vendemmiare esclusivamente l’uva davvero matura in quel momento e lasciare l’altra a terminare il suo ciclo.

In conseguenza di ciò abbiamo riempito le vasche con grappoli provenienti da particelle e da vigne diverse ma che avevano il comune il livello di maturità.
Sebbene la maggior parte delle nostre vigne sono caratterizzate da ripide pendenze con suoli estremamente poveri e sassosi, alcune parti più basse delle vigne del Colle ai Lecci si trovano su suoli più ricchi. In conseguenza della piovosa stagione 2010 gli acini in queste parti erano un po’ più gonfi del solito, abbiamo per questo deciso di salassare leggermente le vasche con queste uve prima della fermentazione per migliorate il rapporto bucce/mosto.

La fermentazione si è svolta ad opera dei lieviti indigeni e senza controllo diretto della temperatura. Il vino è rimasto in contatto con le bucce per un minimo di quattro settimane dopo di che è stato travasato in botti di rovere austriache, tonneaux e solo un esigua parte in barriques. In questi ultimi anni, grazie alla maggior disponibilità di spazio della cantina di Colle ai Lecci e al programma di rinnovamento dei legni che gradualmente stiamo attuando, ci stiamo indirizzando sempre di più verso l’uso di botti grandi di rovere di Slavonia e austriaco, che permettono al vino di esprimere più direttamente il territorio da cui proviene.

 

La Porta di Vertine Chianti Classico 2009

L’annata 2009 era caldissima di agosto e settembre con la mancanza di pioggia durante la vendemmia. Abbiamo temuto che le temperature eccessivamente calde producevano i gradi alcolici altissimi e la frutta cotta. Invece, l’altitudine delle vigne e gli sbalzi di temperature dalla notte al giorno facilitavano a mantenere la freschezza delle uve e tenevano i gradi alcolici bilanciati.

L’uve sono stati fermentati separatamente per ogni vigneto visto che non era ancora chiaro quale uve erano destinate alla Riserva o al Chianti Classico. L’uve per il Chianti Classico erano vendemmiate alle fine di settembre. L’uve sono state diraspate ma non pigiate. La fermentazione è stato svolto senza aggiungere solfiti o lieviti selezionati in vasche di cemento. Anche se la frutta era matura, abbiamo determinato che le raspe non erano al livello in quale potevamo fare la fermentazione al grappolo intero. La macerazione durava per un mese intero per dare più complessità al vino e di non essere solo caratterizzato dal frutto.
Dopo lunga macerazione, il vino è stato travasato in botti nuovi di rovere di Austria da 25 hl, tonneaux, e barriques di secondo passaggio, dove è rimasto, senza subire altri interventi, fino alla fine dell’estate successiva, sempre in contatto con le sue fecce. I resto dei 18 mesi di affinamento in legno, seguiti al primo travaso dell’estate sono stati fatti in botti di rovere di Slavonia da 25 hl.

Varietà: Sangiovese, Colorino, Canaiolo